La nostra storia

Split, Settembre 1997

Fantastico, ecco com'è da dietro il traghetto che avrebbe dovuto portarci sull'isola. Alle 14. Adesso sono le 14.20. 34° all'ombra, perfetto per chi indossa giacca e pantaloni in pelle nera da motociclista. Mi dirigo verso la biglietteria. Almeno lì c'è il servizio di custodia bagagli. "Quando parte il prossimo traghetto?" "Alle 20.30". Sono…6 ore.
Ok, fuori dai vestiti di pelle, per fortuna Martin ha pensato di portare uno zaino vuoto e ci infiliamo dentro tutto.
Split è bella, molto bella! Non l'avrei mai pensato, dato che è una città portuale. Invece, ecco proprio nel porto che si apre come una scena di teatro il Palazzo di Diocleziano del XII secolo, dichiarato patrimonio mondiale dall'UNESCO, come ci dice la nostra guida croata. Il mercato dei fiori, di frutta e verdura, del pesce, e, per me, un mercatino di vestiti da far invidia a quelli italiani. Abbiamo solo 6 ore di tempo! Dobbiamo assolutamente tornare a Split nel viaggio di ritorno a casa.

Zivko, presso la cui pensione alloggeremo, ci ha detto che non è un problema se arriviamo tardi. Accenderà la sua insegna luminosa in modo che la troviamo più facilmente.

Non ho mai avuto un gran senso dell'orientamento, ma adesso mi sembra tutto familiare. Dobbiamo prendere la deviazione e seguire le indicazioni per i tre grandi hotel. Eccoci, l'insegna luminosa dice: Pensione Petricic. Sono già le 11 di sera passate, ma non sembra essere un problema. Qui niente sembra essere un problema, questo lo si capisce già dal primo minuto. E infatti adesso siamo qui a gustarci una birra fresca che ci ha offerto Zivko.

Così è iniziata tutta la storia. Da allora quest'isola, la sua gente e i suoi amici non ci hanno più lasciato e ci sono diventati sempre più cari e nel corso delle 20 visite che abbiamo fatto a Hvar, da Zivko e la sua Marjia, si è fatto largo in noi un sentimento al quale alla fine abbiamo ceduto.

Nell'estate del 2001 abbiamo cominciato a cercare casa qui. Di ritorno in Austria, facevamo e rifacevamo progetti e ogni volta che andavamo a Hvar tornavamo un po' più sicuri di noi. Nella primavera del 2002 ci siamo definitivamente decisi a "levare le tende" e in agosto ecco che l'avevamo trovata, la nostra Villa Destiny, un nome più adatto non avrebbe potuto averlo.

Ma ora al lavoro!

Martin, che fino ad allora aveva venduto software, disse addio al lavoro e cominciò subito i preparativi per la nuova vita. Un minibus giallo canarino della Volkswagen diventò il nostro mezzo di trasporto sull'isola.

Per me è stato più facile. Invece di darmi subito ai preparativi, mi sono potuta godere 6 settimane piene sull'isola. Quale insegnante di Sub appena "laureata" ho avuto il mio da fare al Centro Sub si Wolf. Questa è stata un'esperienza importante, visto che vogliamo avere tanti sub tra i nostri ospiti.
Ma già da metà Settembre siamo dovuti tornare alla realtà, col contratto per la nostra casa. Almeno sapevamo che il nostro sogno si sarebbe presto avverato!

Ora toccava a me. Addio lavoro, addio moto. Mi presi un motorino per girare sull'isola. Col lavoro non fu facile: dopo 8 anni come segretaria, il mio capo non capiva perché me ne dovevo andare proprio ora. Ma tutto ha una fine, e forse un giorno verrà sull'isola e capirà il perché.

Ma ora veniva l'ostacolo più difficile: lasciare la nostra casa vicino a Vienna, che per 7 anni abbiamo restaurato e curato e in cui stavamo molto bene. Niente sentimentalismi, per favore! Va bene, è tutto a posto. Ci sarà qualcun altro che se ne prenderà cura.
Si parte: da Marzo 2003 siamo nel posto dove ci ha portato il destino, la nostra Villa Destiny.

Vi aspettiamo famiglia, conoscenti, amici e tutti quelli che lo vorranno diventare. Amici nostri e di quest'isola. Ma attenzione: una volta che la conoscete, non vi lascerà più andare, perché è probabilmente il meglio che potete aspettarvi da una vacanza!

A presto!